LUIGI ANGELUCCI DESIGNER
introduzione al disegno di interni
Se si considera il gran numero di progetti di ville e palazzi per appartamenti di lusso che Angelucci ha realizzato nel corso della sua lunga carriera, incuriosisce constatare i pochi lavori eseguiti nel campo del disegno di interni. La sua condizione di artista-architetto indurrebbe a pensare in un maggiore impegno in questo settore così ricco di possibilità creative, specialmente se si considera la raffinata sensibilità, il dominio della relazione fra forma e funzione e il gusto che i suoi lavori di architettura mostrano . Comunque i lavori che ha potuto completare coerentemente riescono a dare un indizio chiaro della sua capacità e del suo modo di intendere e sviluppare questa disciplina.
D’altronde l’interesse maggiore che questa parte del catalogo riferita al “design” stimola, é senza dubbio quello di poter apprezzare la coerenza e la completezza dell’impegno nella realizzazione di ogni lavoro coordinando le diverse discipline artistiche per ottenere i migliori risultati, evidenti fin dai primi disegni di mobili per il padre ebanista, fino agli ultimi progetti di arredamento di grandi appartamenti, sale di esposizioni o negozi di ogni genere. In questi
lavori si può apprezzare il sensibile sviluppo e l’affinamento delle doti che l’artista possiede come bagaglio naturale coadiuvate da una esperta formazione professionale nonchè dalla dedizione appassionata e costante alla pittura e alla scultura come discipline complementari per ottenere il risultato più completo.
Per capire meglio il perchè del limitato numero di lavori eseguiti in questo campo, é opportuno considerare che l’artista non ha mai differenziato il progetto di arredamento da quello di architettura, nel quale il disegno di interni, secondo il suo modo di vedere, è già incluso come concezione unitaria e inseparabile. Si tratta quindi solo di poter sviluppare il lavoro, in ogni minimo particolare, con la finalità’ di ottenere la massima coerenza del criterio su cui é basato il progetto.
Compito difficile da realizzare a meno che la committenza non conceda piena libertà d’intervento al progettista. È da supporre che abbia goduto di questo beneficio non tanto spesso, come lui stesso ammette. Perciò in alcuni casi ha preferito rinunciare al lavoro anzichè realizzarlo in modo poco coerente con i suoi principi.
Allo stesso tempo é interessante considerare la sua opinione riguardante il criterio di come arredare la casa. Questa, a suo parere, è uno spazio intimo e personale di ogni individuo e dovrebbe rispecchiare le caratteristiche e i gusti del suo fruitore il quale dovrebbe personalizzare gli spazi a suo gusto e piacimento e poterli modificare ogni qualvolta ne sentisse il bisogno e il piacere. Criterio certamente contraddittorio per un artista che diversamente puntualizza fino all’estremo ogni suo operato per ottenere quella massima coerenza senza la quale ritiene difficile raggiungere lo scopo prefissato.
L’apparente contraddizione si prefigura sin dall’intervento architettonico. La conformazione spaziale delle funzioni necessarie per fruire dello spazio abitativo può diventare più limitativa di qualsiasi arredamento mobile; a meno che essa abbia le caratteristiche di essere modificata a gusto del fruitore. La contraddizione diventa solo apparente se si interpreta il progetto e la realizzazione di un oggetto architettonico alla stregua di un’opera plastica che scaturisce dalla sensibilità e dall’elaborazione di un artista che inevitabilmente stabilisce anche l’intangibilità dell’opera, in quanto essa rispecchia la volontà e la coerenza dell’autore. In questo caso il committente la riceve e ne fruisce così come se acquistasse un quadro, una scultura o un qualsivoglia oggetto artistico.
Questo concetto é sostenuto dalla teoria che differenzia la disciplina tecnica a disposizione per ogni soluzione possibile dall’operato artistico subordinato ai canoni della creatività. La scelta di una delle due discipline, chiarisce l’indirizzo e l’intenzione del committente per la
ricerca dei suoi desideri.L’inclinazione naturale di Angelucci, nella condizione di artista-architetto, è quella di concepire l’operato architettonico come ricerca artistica mantenendo salda questa convinzione indipendentemente dai risultati buoni o meno buoni, ottenuti nel corso della sua lunga carriera. Analizzando l’argomento sotto questa ottica, si comprende l’insoddisfazione, da lui spesso palesata, sull’esito del suo lavoro, svolto sempre con il massimo impegno e passione. Esaminando i suoi lavori da un punto di vista più obiettivo, si può invece constatare che i risultati ottenuti sono in grado di mostrare coerenza e qualità
non comuni pur nell’ambito sociale e nelle condizioni nelle quali ha operatoil progettista, sicuramente non rispondenti alle sue esigenze teoriche, culturali e pratiche.
Certamente maggiore originalità é riscontrabile nei singoli disegni nei quali con piena libertà ha potuto esprimersi senza scendere a compromessi.
Volendo chiarire meglio il pensiero su questa disciplina tanto discussa, é necessario far notare l’importanza dell’apporto della sensibilità e della personalità del committente dalle
quali scaturiscono le premesse per l’elaborazione di un progetto ugualmente soddisfacente per il committente e per il progettista. L’artista deve avere la sensibilità di recepire e vagliare queste caratteristiche soggettive per poi plasmarle con la sua capacità tecnica e artistica.
Per concludere non é difficile affermare che i migliori esempi, illustrati in questo catalogo, sono sicuramente frutto di originale intuizione, raffinata sensibilità e lunga esperienza nel
dominio tecnico, nonché del rispetto di quei criteri sostenuti e difesi, spesso anche contro corrente. Volendo aggiungere un’ ultima considerazione importante é doveroso rimarcare la
capacità che ogni buon progettista deve possedere nell’individuare il vero desiderio del committente per elaborare il disegno rispondente alle necessità di questi, senza perdere di
vista il risultato estetico finale.Il miglior progetto é quello che più soddisfa sia il cliente che l’architetto, anche se su livelli diversi.
CARACAS, 21 Novembre 2007
dal libro " LUIGI ANGELUCCI The Artist "
( ed. Nuova Gutemberg 2015 )
